ISTRIA 1943 Alessandro, giovane e rampante yuppie milanese che convive da sei mesi con Gaia, una bella ragazza di origini triestine, della quale conosce ben poco, si ritrova coinvolto in una vicenda complicata e appassionante: un giorno Gaia sparisce, e Alessandro comincia a indagare di persona, scoprendo a poco a poco una storia personale e famigliare che si mischia con la grande storia della Venezia Giulia e dell’Istria dopo l’8 settembre 1943 e che, nel giro di una settimana, lo porterà a essere un uomo profondamente diverso.
Il romanzo d’esordio di Massimiliano Comparin si fa apprezzare per la scrittura semplice ed efficace, la trama avvincente, le descrizioni dei luoghi e i temi trattati. Nei dialoghi con le varie persone che Alessandro incontra nelle sue indagini, si toccano argomenti quali il valore della storia e se sia davvero capace di essere maestra di vita («a volte non avere una storia è molto meglio che averla. Per alcuni è un fardello troppo grande da portare»), visto il ripetersi di atrocità e violenze, spesso giudicate in base alla parte, vincente o sconfitta, e alla nazionalità di chi le ha commesse; concetto che può essere labile, specie nelle zone di confine. Da qui nasce una riflessione sulla natura umana, che spesso concilia amore e odio, bontà e crudeltà, anche nelle persone che più ci sono
vicine e che forse non conosciamo davvero: quali sono i sentimenti che le spingono ad agire? La risposta sembra essere che le molle più efficaci siano l’odio e il dolore. Inoltre, si riflette sul valore della giustizia umana (molto indicativi sono alcuni dialoghi tra Alessandro e il maresciallo Cantoni, incaricato delle indagini), dei rapporti tra le persone, compreso il tema della disabilità, grazie al ricercatore cieco di storia
contemporanea. E in alcuni dialoghi si tocca anche il rapporto tra l’uomo e Dio, pur con la sfiducia nella preghiera espressa da Valentina, personaggio che assumerà un ruolo importante. Infine emerge la condanna delle ideologie, che subordinano il valore dell’essere umano a idee preconcette, che in Istria hanno causato in modo particolare grandi dolori.
Mauro Mantegazza
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